Per un negozio – e un’azienda- del futuro

Scrivo questo post a caldo dopo il meeting Federmobili svoltosi ieri pomeriggio al Lingotto di Torino. Il titolo era quanto mai attuale “verso il negozio sostenibile: una grande opportunità”. Lascio ad altri il compito di comporre una cronaca completa del meeting – riportando tutti i validi contributi – io mi limito a fissare alcuni concetti del mio intervento che come al solito sono stati forse vittima dell’emozione e del tempo tiranno.

Durante l’intervento ho preferito per una volta non parlare di Lago. Complice anche il pranzo da Eataly,
una serie di pensieri hanno cominciato a farsi spazio.

Ho pensato che alcuni spunti diversi avrebbero potuto dare slancio al dibattito che si era protratto accennando solo minimamente ad una simpatica signora che oggi non può proprio essere dimenticata. La Rete. Chi sta leggendo capisce cosa e quanto sta dietro a questa parola.

L’incontro era un momento di lancio di un nuovo progetto di Federmobili per guidare i rivenditori in un percorso di eccellenza e sostenibilità del punto vendita. Elementi indispensabili oggi nella scelta del consumatore. Idea lodevole, a mio avviso però ad alcune condizioni. Siamo ancora in tempo per partire con il piede giusto.

Ecco riassunto il mio intervento:

Stiamo ancora a dirci che le tematiche legate alla sostenibilità possono farci fare più business?

Oppure crediamo a prescindere  ad un cambio radicale, al Nuovo Mondo, perchè la bellezza e l’Ambiente sono legati alla nostra essenza di esseri umani?

Una congiunzione mai verificatasi prima

Mai una questione come questa della sostenibilità ambientale è stata nella storia del genere umano, all’ordine del giorno di (quasi) tutti i paesi contemporaneamente e così sentita in prima persona da (quasi) ogni abitante del pianeta.

Mai abbiamo avuto tra le mani uno strumento come la Rete.
400 milioni di utenti facebook rendono abbastanza l’idea.

Non è mai troppo tardi

Non è mai troppo tardi per diventare ecosostenibili. Nessuno ci chiede di diventarlo in una settimana, ma siamo tenuti ad avviare almeno un progetto per migliorare: aziende produttrici, distributori, privati cittadini. Per questo non facciamo l’errore di partire alla vecchia maniera, dai risultati da raggiungere.  Chi può sapere quali sono i risultati da raggiungere in un mondo (mercato) che cambia alla velocità della luce? lasciamoci andare, perdiamo il controllo, facciamo rete per partire da chi sta già facendo qualcosa. Su 16.000 iscritti a federmobili ci saranno minimo 300 – 400 esperienze “dal basso” di sostenibilità del punto vendita. Scoviamole e raccontiamole.

Il racconto è importante

Ieri inquinavamo 100, oggi 70. La Rete ci ha insegnato il concetto di “beta” continuo. Ogni progetto di successo è partito soltanto da una grande idea o poco più. Con il tempo si è affinato e migliorato, sulla base delle esperienze d’uso degli utenti. Quindi partiamo subito a raccontare quanto inquiniamo oggi, per poi domani scorrere indietro i post di questo bel diario e sorridere pensando ai progressi fatti. Guadagneremo tempo e ci appassioneremo al tema strada facendo, coinvolgendo gli scettici.

Possiamo costruire una reputazione di azienda a negozio sostenibile senza coltivarla prima in Rete?
Ogni nostra intenzione di acquisto passa oggi prima per la Rete, possiamo trascurare la nostra reputazione ed affidarci ad una etichetta che ci certifica come “negozio o azienda sostenibile”? o piuttosto tutto sta inesorabilmente convergendo verso la nostra identità di singoli e alle nostre azioni di singoli, e diventerà impossibile distinguere quello che facciamo come privati cittadini e quello che abbiamo fatto da dipendenti?
Basta guarda questo video per capire dove stiamo andando.

Ed ecco che il cerchio si chiude, la Rete che non è altro che un mega amplificatore di quello che siamo.
Allora il l’azienda o il  negozio (è lo stessa cosa) non potrà essere più sostenibile della somma della quotidiana sostenibilità della vita dei venditori, sommata poi alla quotidiana sostenibilità del manager, sommata poi all’attenzione per l’ambiente del direttore generale, del cda, del presidente. E via, verso l’infinito.

Advertisements

One response to this post.

  1. Posted by giorgio tartaro on March 5, 2010 at 11:06 am

    bello, bravo Nicola, tu sei sempre attento e avanti. hai pure costruito un ipertesto degno di nota. molto interessante, conoscevo questa cosa del codice a barre…
    mi piacerebbe dialogare presto con te in una videochat.
    magari potremmo organizzarne una in un appartamento Lago…
    che dici?
    dai sentiamoci
    giorgio tartaro

    Reply

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: